L’eccellenza nella nichelatura a Roma

cromatura
Cromatura
argentatura
Argentatura
ramatura
Ramatura
bronzatura
Bronzatura
doratura
Doratura
restauro argento
Restauro
argento
lucidatura argentoLucidatura
argento
lucidatura ottone
Lucidatura
ottone
nichelatura
Nichelatura
nichelatura

L'arte della Nichelatura a Roma - Nichelatura Elettrolitica

Non è raro il caso il caso in cui, per diverse ragioni, si desideri mettere su un piccolo impiantino per la nichelatura elettrolitica fatto in casa, la quale, come si sa, dà agli oggetti metallici un ottimo aspetto e li protegge assai bene dagli agenti atmosferici.

L’impianto di nichelatura può essere realizzato con una relativa facilità. (Realizzato anche nel nostro laboratorio di Roma)
Come sorgente di energia elettrica può essere utilizzato un accumulatore 6 volt tipo auto.
Si procuri un vaso di materiale isolante (vetro, terra cotta, gres).
Le dimensioni del vaso dipendono dalle dimensioni dell’oggetto o degli oggetti da trattare.

Si riempia poi con l’elettrolita avente la seguente composizione:
• acqua distillata 1litro;
• solfato di nichel 100grammi;
• acido borico in scaglie 30grammi;
• cloruro di sodio (sale da cucina) 50grammi.

Questo bagno dovrà essere “formato”, come si dice, e per questa operazione si dovrà utilizzare una placca di nichel puro, di formato conveniente (ad esempio 10 x 15cm.), e un carbone di storta preventivamente ben pulito e risciacquato in acqua distillata. Al nichel, che è il polo positivo, dovrà essere collegato il polo positivo dell’accumulatore; al carbone, invece, farà capo il polo negativo. (Tecnica usata nel laboratorio di Roma)
In serie alla batteria, naturalmente, dovrà essere collegato un reostato avente la funzione di  limitare l’intensità di corrente al valore dovuto, in modo di avere tra anodo e catodo la tensione prescritta per una buona nichelatura. Collegati gli elementi come descritto, si lascerà che il carbone si ricopra di un leggero strato di nichel. Allora il bagno sarà formato e si potrà procedere alla nichelatura degli oggetti che interessano. Questi dovranno essere accuratamente puliti e poi decappati con una pasta formata da calce viva impastata con un pò di acqua (attenti alle dita) e infine dovranno essere lavati e asciugati.
Saranno poi immersi nel bagno come un elettrodo qualsiasi, ad una certa distanza dalla placca di nichel. (Tecnica usata nel laboratorio di Roma)
È consigliabile tenere in permanenza un voltmetro collegato all’entrata del bagno, in modo da poter sorvegliare sempre la tensione esistente tra anodo e catodo. Si applicherà dapprima tutta la tensione (6 volt) e dopo qualche secondo, mediante la manovra del reostato, questa si ridurrà ad un valore più basso, e cioè : a 4 volt, con un periodo di nichelatura di 20 minuti primi; a 2 volt, per un tempo di nichelatura di 40 minuti circa. In quest’ultimo caso la nichelatura avrà un aspetto assai migliore. La temperatura del bagno dovrà essere mantenuta entro i 20-25° centri gadi.
L’accumulatore, naturalmente, potrà essere sostituito con qualunque altra sorgente di corrente continua, oppure con un raddrizzatore metallico collegato, mediante un adeguato trasformatore collegato, mediante un adeguato trasformatore, alla rete c. a.
Potrà essere usato, pertanto, anche un comune raddrizzatore per la carica degli accumulatori. Dovranno però in ogni caso essere rispettati i valori di tensione suddetti.

Il reostato per la nichelatura potrà essere realizzato in un modo semplicissimo, avvolgendo del filo di nichel-cromo del diametro di circa 1 mm. Oppure di 8/10 su di un supporto filettato di materiale refrattario, come si trova presso i magazzini di elettricità. I contatti sul filo potranno essere fatti per mezzo di collarini dei quali uno dovrà essere facilmente spostabile. (Tecnica usata nel laboratorio di Roma)

inizio pagina ˆ

realizzazione sito web Silverchrome | Cosmoservice
Valid XHTML 1.0 Transitional CSS Valido!