Argentatura metalli - L’arte dell’argentatura a Roma

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L'arte dell'argentatura metalli a Roma - Eredi Aldo Brogani


Nel nostro vecchio laboratorio dove realizziamo l'argentatura degli oggetti il tipo di lavoro svolto è prevalentemente di riformare il vecchio trattamento consumato e logorato dei vari oggetti, ci occupiamo altresì del restauro di oggetti d'arte e della riproduzione di eventuali pezzi mancanti, di doratura e argentatura metalli. Questi bagni di argentatura consentono di ottenere depositi praticamente simile a quello dell'argento puro.
La scrupolosa attenzione al dettaglio e la riconosciuta capacità realizzativa fa di questa  Antica Bottega Artigiana un punto di forza dell'artigianato artistico romano.

Possiamo distinguere un’ argentatura metalli opaca e una argentatura metalli lucida.
La prima si riscontra sugli oggetti appena estratti dai comuni bagni di argentatura e per lo più richiede un'ulteriore operazione di finitura per conferire ai pezzi un aspetto lucente, oppure opaco satinato, ecc. La seconda produce depositi direttamente lucidi da opportuni elettroliti. 

L' argentatura galvanica a Roma è soprattutto utilizzata a scopi decorativi; è anche applicata in elettrotecnica per favorire i contatti elettrici e a spessore per taluni particolari di motori. L’ argento ha origini antichissime ed è stato utilizzato nel corso dei secoli per i più svariati utilizzi, dall’applicazione scientifica per le sue ottime caratteristiche di conducibilità all’impiego nella fotografia sotto forma di gelatine sino ad arrivare al suo utilizzo per la preparazione di ricette e rimedi farmaceutici come per esempio l’utilizzo dell’argento colloidale come antibiotico naturale. Si tenga inoltre presente che l'argento lucido possiede un alto potere riflettente e ciò lo rende idoneo per applicazioni ottiche. L’ argento 800, da non confondere con lo Sheffield o con E.P.N.S., anch’ esso si argenta elettroliticamente si caratterizza per la sua lucentezza, la malleabilità e la patina che solo il tempo gli sa conferire.

A Roma, in questo vecchio laboratorio di argentatura, l'elettrolisi avviene per conduzione elettrica, come l’argentatura, in vasche che contengono una soluzione liquida di sali minerali conduttori. Si lavora in corrente continua, a basso voltaggio dai 2 ai 5 volt. Le caratteristiche dei rivestimenti (durezza, spessore, colore, grana cristallina, ecc.) sono in stretta funzione della composizione del bagno, della temperatura, delle condizioni elettriche e dell’eventuale abitazione meccanica. I depositi di argento di regola si presentano lattei vellutati, facili a lucidarsi.
In molti casi necessita conoscere esattamente il peso di argento elettrodeposto sugli oggetti di metallo. Un tempo a Roma ciò si effettuava, per piccoli dispositivi, con apposite bilance sostenenti da un lato i pesi e dall’altro il telaio con i pezzi sotto argentatura. Attualmente esistono in commercio ottimi misuratori di amperora portanti addirittura l'equivalente in argento (sulla base che ogni amperora deposita g 4,026 di argento) e dispositivo di interruzione di circuito al raggiungimento di un desiderato numero di amperora di elettrodeposizione, vale a dire di un dato peso di argento elettrodeposto sugli articoli. Al polo negativo è collegata una barra in posizione centrale dove andranno collegati i vari oggetti che dovranno essere argentati. Al polo positivo sono collegate due barre laterali alla vasca ed a queste barre vengono agganciati gli anodi che sono lastre di metallo oro - argento - rame – nichel.

A Roma, per argentare, gli anodi devono essere di lamine di argento purissimo (di solito di 1 mm di spessore) e possedere una superficie all’incirca uguale a quella degli oggetti (piuttosto inferiore di circa un quarto).  Per l'argentatura metalli leggera, specialmente nell'industria di orologeria, si utilizzano spesso anodi in platino molto piccoli, di poco immersi nel bagno. Con questi anodi si deve usare una tensione di 6 8 V. Si possono comunemente adoperare anodi di grafite insacchettati, oppure anodi di acciaio. Gli anodi sono appesi mediante fili di argento, oppure di rame. Dopo l’elettrolisi gli anodi devono essere tolti dai bagni qualora questi debbano rimanere a lungo inoperosi.
La vasca dove avviene l'elettrolisi (argentatura) contiene una soluzione di sali minerali conduttori che aiutano il trasporto di cariche dal positivo verso il negativo cioè tra gli anodi e gli oggetti da argentare o dorare con una deposizione elettrolitica.

A Roma i bagni comuni hanno un contenuto in argento assai variabile, che può andare da 10 a 25 g/l; di solito si aggira sui 20 g/I. Possono essere usati anche per la minuteria. Ai fini di una buona argentatura la filtrazione continua per i bagni mossi, una cura meticolosa circa la purezza e composizione della soluzione, nonché una giusta erogazione di densità di corrente. Questa deve essere tale da non provocare sviluppo di idrogeno, altrimenti i depositi risulterebbero colorati macchiati e granulosi, vale a dire inservibili. La tensione del bagno è in funzione della conducibilità: essa è tanto più bassa quanto il bagno è più conduttore.

I bagni concentrati servono per l'argentatura rapida in particolari dispositivi con catodi in movimento. Possono essere usati anche per la lavorazione continua del filo e del nastro. Il loro contenuto in argento si aggira sui 30 g/l. Con essi si può realizzare rapidamente la cosiddetta argentatura forte o pesante, vale a dire l'argentatura di rilevante spessore.

I bagni per argentatura lucida servono a dare depositi brillanti non più bisognosi di lavorazione alle pulitrici, il che apporta un notevole risparmio di mano d'opera e di argento. La maggior parte sono brevettati. Oltre l’argentatura metalli e la doratura, in questo laboratorio galvanico di Roma, si effettua anche la lucidatura di tutti i metalli, con macchine adibite all’ uso di questa operazione. Queste macchine composte da spazzole ruotanti vengono utilizzate nelle prime fasi e nelle ultime fasi di lavorazione, per la preparazione e per la rifinitura delle superfici dei metalli.
Con questo macchinario, utilizzato anche per l’argento, all'inizio del ciclo produttivo si procede ad una sgrossatura delle eventuali imperfezioni presenti sulle superfici dei vari pezzi.
Nella argentatura la prima fase si ottiene smerigliando, partendo da una grana grossa per finire ad una molto fina. Poi si spazzola e si lucida. A questo punto il metallo è pronto per la fase successiva (la sgrassatura elettrolitica).

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